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Quanto costa l’ego?

Un fattore che porta al successo personale è la “confidence” in se stessi.

Mi sono trovata spesso di fronte a persone con una grande sicurezza in se stessi forse troppa.  Più che confidence lo chiamerei ego e mi trovo indecisa se stimare queste persone o distimarli.

Ma da un punto di vista economico, quanto costa l’ego?

Secondo uno studio condotto da Devid Marcum and Steven Smith il 53% degli imprenditori stima un costo dell’ego del 6-15% sul proprio profitto annuale. Il 21% dichiara che l’ego provoca all’azienda un costo del 16-20%.

Spesso la parola ego viene associata ad arroganza, egocentrismo, chiusura mentale, presunzione.

L’ego entra in ogni settore di ogni azienda: negoziazioni contrattuale, piani marketing, Humans Resource, dibattiti intra-societari, ecc.. e nella maggior parte dei casi l’ego porta ad assumere decisioni sbagliate.

Ma come l’ego può creare dei costi?

Forse sarebbe più corretto chiamarlo costo-opportunità. Infatti assunto che l’ego faccia prendere delle decisioni sbagliate, il costo si determina nel fatto di ciò che si è perso non avendo assunto la giusta decisione.

David Marcum e Steven Smith nel loro libro bookegonomics (Fireside, 2007) indiviaduano alcuni costi-opportunità derivanti dall’ego:

  • Sentire e non ascoltare: pensiamo per esempio ad una decisione aziendale che coinvolga più persone. Se non viene ascoltata l’opinione altrui non sarà possibile avere nuovi spunti per sviluppare la propria idea in modo migliore, smussando i punti deboli.
  • Io per primo e poi la compagnia: questo è controproducente per l’azienda in quanto come organizzazione dovrebbe operare come team e non come interessi personali di singoli individui.
  • Solamente le persone “giuste” hanno una buona idea: la tendenza di una persona con grande ego è quella di inviduare solo alcuni idividui “giusti” e capaci quindi di esporre un’idea giusta (e quindi simile alla loro)
  • Discussione contro l’opinione generale vengono fatte fuori dal meeting: questo perchè molto spesso le persone con un grande ego sono anche in grado di manipolizzare idee altrui.
  • Tendenza a commettere errori ma a non ammetterli

Questi sono solo alcuni dei costi portati dall’ego.

Bisogna distiguere tra ambizione ed ego. Avere una grande ambizione è una dote positiva. Ma una sovraelevata confidenza e ambizione può attaccare il nostro talento e trasformarsi così in un punto di debolezza.  Dopo il primo successo spesso molti manager si sentono invincibili. Ma purtoppo se non siamo in grado di ascoltare e contiuare ad imparare da vincitori si diventa ben presto perdenti.

L’ego infatti contribuisce all’insuccesso del 35% di manager che iniziano un nuovo lavoro e falliscono o vengono licenziati nei primi 18 mesi dall’assunzione.

Anche uno studio dell’Ohio State University condotto da Dr. Paul Nutt dimostra che vi sono due principali motivi che determinano l’insuccesso delle decisioni nel 50% dei casi:

  • 1/3 è determinato dall’ego
  • 2/3 è derivante da manager che partono e conludono con l’idea inizare senza vagliare e ascoltare altre idee

Lavorando per le aziende e lavorando per un’azienda, e dopo avere letto maggiori informazioni in materia, a questo punto non ho più dubbi: distimo queste persone.

Come ogni persona al mondo anch’io voglio avere successo e fare carriera. E per avere successo un fattore molto importante è la “confidence” ma anche l’umiltà di imparare e ascoltare (non sentire) nuove idee. Non vorrei mai trovarmi tra quel 35% dei manager!


		

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