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Alcuni dettagli sulla Neuroeconomia

La neuroeconomia dovrebbe essere un prodotto ibrido che comprende: neuroscienza, economia e psicologia. In poche parole, conoscere il funzionamento cerebrale a livello neuronale e un po’ di psicolgia ed applicare questa conoscenza all’economia.

Uno dei più importanti neuroeconomisti, Alan G. Sanfey dell’Università dell’Arizona, fece un’esperimento nel lontano 2003 denominato: gioco dell’ultimatum. Scelse un gruppo di volontari e li suddivise in coppie. Ad uno dei due diede una somma di denaro con la quale avrebbe dovuto comprare un regalo all’altro, il quale era a conoscenza dell’ammontare della somma che aveva percepito il primo ed aveva il diritto di rifiutare il regalo acquistato. Naturalemente, qualora rifiutasse il regalo entrambi avrebbero perso tutto.

Da bravi homo economicus ci verrebbe di pensare che nell’interesse comune per non perdere tutto, il beneficiario del regalo avrebbe dovuto trattenere il regalo in qualsiasi caso. Sbagliato; il risultato dello studio dimostrò che la maggioranza rifiutò il regalo non gradito, causando di conseguenza la perdita sia del denaro che dei regali indesiderati.

Applicando questo risultato alla macroeconomia potremmo dire che spesso sono l’egoismo e gli interessi personali a limitare lo sviluppo e la crescita, impedendo il cambiamento e l’innovazione. Una maggiore disponibilità a sacrificare gli interessi personali a favore di quelli dell’azienda o della società economica può solo essere utile a tutti.

Che la neuroeconomia abbia davvero ragione?

Dopo tutto, negli Stati Uniti sta avendo una discreta diffusione tanto che sono già sorte diverse aziende che offrono consulenza alle imprese applicando la neuroeconomia alla pubblicità. Per esempio, studiando le forme per convertire un prodotto in una necessità a livello mentale. Sapevate che l’azzurro è un colore che percepito dal cervello conferisce calma e sicurezza? O che le tonalità del rosso e del giallo richiamano l’attenzione? Qui entriamo nel neuromarketing.

Potrebbe essere interessante consdierare la possibilità di creare una nuova impresa che si occupi di neuromarketing. Dopo tutto in Europa, nel Regno Unito o in Italia non sono ancora molte le società che si occupano di neuromarketing. Contattate lo Studio Tax & Advise per avere ulteriori informazioni.

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