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San Marino incolpa l’Italia di essere inadempiente

Continua la guerra degli stati contro l’evasione fiscale e i paradisi fiscali. Sappiamo tutti che nel 2009 il G20, i venti paesi più industrializzati del mondo, siglarono un’accordo il quale prevedeva la lotta senza remore all’evasione fiscale e ai cosiddetti paradisi fiscali incolpati di non collaborare quando richiesto.

Nell’occasione venne stilata una lista che comprendeva i paesi ritenuti non collaborativi sul piano fiscale. Nel corso degli ultimi due anni questa lista è andata progressivamente riducendosi, grazie ai vari accordi di collaborazione e trasparenza firmati da alcuni di questi stati che si impegnavano a collaborare nell’identificazione dell’evasione.

Uno di questi  è appunto San Marino. È di questi giorni la notizia apparsa sul Corriere della Sera secono la quale Antonella Mularoni, Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino, incolpa lo stato Italiano di essere inadempiente rispetto agli accordi stipulati in precedenza.

Il Segretario Mularoni afferma che la repubblica del Titano ha seguito le indicazione della OCSE muovendosi nella direzione della trasparenza bancaria, ed ora però sarebbe in attesa della firma del ministro dell’economia Italiano Giulio Tremonti che si fa desiderare. La Mularoni afferma che anche grazie alla collaborazione di San Marino è stato possibile il successo del tanto decantato scudo fiscale che ha permesso il rientro in Italia di grossi capitali finanziari. L’accordo è stato rispettato, firmato da San Marino ma tuttora in attesa della firma politica da parte di Tremonti.

San Marino avrebbe contribuito ad identificare le società anonime e a contrastare la criminalità organizzata, e si chiede appunto perchè dopo essere stato ripetutamente attaccato ora si trova solo a fare la sua parte ,e non riesce a capire perchè il governo Italiano non faccia la sua.

Ad ogni modo, i paradisi fiscali sono sempre più mossi nella direzione del cambiamento e della collaboratività, pertanto noi dello Studio Tax & Advise consigliamo ai nostri clienti di valutare attentamente l’opzione di una soluzione offshore: apertura di conto bancario o creazione di società di servizi offshore, onde evitare spiacevoli sorprese in seguito. Consultateci per avere maggiori informazioni.

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