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Nei Paradisi Fiscali sulle trace dei pirati dei Caraibi

Proprio così, oggi alcune distinazioni caraibiche sono considerate alla stregua dei pirati al seguito del simpatico Jack Sparrow del film della Disney. Sparrow è alla guida di un astuto manipolo di scapestrati che è impeganto nel piegare, cambiare o aggirare le regole al solo scopo di ottenere un guadagno personale.

Bene, qualcuno pensa che questa sia la politica messa in partica da molte località caraibiche e non solo spesso denominate “paradisi fiscali”.

Almeno questo è quanto sostiene per esempio lo scrittore Nicholas Shaxon nel suo ultimo libro: “Treasure Islands: Tax Havens and the Men who stole the World”.

Nel libro, Shaxon illustra quello che avviene nei cosiddetti paradisi fiscali da molti anni, di come queste località siano state ampiamente usate per riciclare denaro sporco, ospitare capitali spesso provenienti da dittatori in fuga dai loro paesi in rivolta, e per aiutare molti soggetti ed aziende ad evadere le tasse. Cosa vi è di nuovo in tutto questo potrebbe obiettare qualcuno?

Secondo Shaxon, la novità sarebbe rappresentata oltre che dall’ampia diffusione dell’utilizzo dei paradisi fiscali ad opera di tutti, anche istituzioni e banche, anche soprattutto dal fatto che negli ultimi vent’anni tutto il comparto finanziario mondiale sarebbe stato sempre più coinvolto e condizionato da società registrate in questi luoghi.

Basti pensare che un vecchio e collaudato paradiso fiscale come le Isole Caymans sono la sede in cui sono registrati il 70% degli Hedge Funds di tutto il mondo.

Oppure pensiamo a società come Google per esempio, che per quanto riuarda le sue attività fuori dagli USA, avendo canalizzato i suoi redditi attraverso l’Irlanda e da qui verso le Isole Bermuda è stato in grado di risparmiare oltre 2 milardi di dollari in tasse.

È giusto che i vari governi prendano provvedimenti duri relativamente all’utilizzo delle destinazioni offshore, ma tuttavia sono convinta che buona parte del problema sia dovuto ad una più generale decadenza morale ed etica in tutti i settori della società. Ed inoltre, nessuno può imporre ad uno stato sovrano di applicare un particolare sistema fiscale o bancario nel suo territorio, così come nessuno può impedire ai propri cittadini di trasferire realmente e legalmente la propria residenza altrove.

Chi fosse interessato ad ottenere maggiori informazioni in merito a soluzioni offshore, costituzione di società offshore e apertura di conti bancari offshore, può mettersi in contatto con lo Studio Tax & Advise

2 commenti su “Nei Paradisi Fiscali sulle trace dei pirati dei Caraibi

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